di Antonio Bianco senior
La piazza del 15 marzo è l’apoteosi di voci contraddittorie sintetizzate plasticamente nelle parole di Michele Serra: “Questa piazza non ha risposte, ma ha ben chiare le domande: è un punto interrogativo di colore blu. Noi siamo la domanda che consegniamo a noi stessi, a chi ci governa, a chi ci rappresenta nel parlamento italiano e in quello europeo”.
Mi chiedo: quali sono le domande e quali le proposte. Non possono essere solo gli attori politici nazionali e internazionali a individuare le soluzioni per la tragedia che da tre anni insanguina l’Europa, bisogna che gli italiani si esprimano sulla possibilità di spendere 800 miliardi per il riarmo. I difensori della pace giusta, della pacifica convivenza, della democrazia devono porre in campo idee credibili con parole convincenti e chiare, capaci di zittire il popolo che ha un pensiero diverso e non demonizzarlo così come ha fatto nel suo discorso Michele Serra: “Chi si illude di avere le risposte in tasca, e sa come si fa la guerra, e sa come si fa la pace, oggi non è qui”.
Saremmo curiosi di sapere qual è la strategia che ci consentirebbe di fermare la morte di militari e civili, vorremmo sapere quali sarebbero i presupposti affinché, secondo Vecchioni “Non si può accettare qualsiasi Pace”. Forse armando l’Ucraina e consentirle di riconquistare il 20% del territorio sottratto dalla Russia? Ormai il dado è tratto, nulla porterà le lancette dell’orologio al 24 febbraio di tre anni fa.
La pace passa attraverso un percorso indigesto ma realistico, si dovranno sedere allo stesso tavolo la Russia, l’Ucraina, l’Europa e l’USA per definire i nuovi confini delineati dal campo di battaglia, è auspicabile che ci siano reciproche concessioni sui territori conquistati dalla Russia, è doveroso garantire all’Ucraina il diritto di vivere in pace senza che vi sia il pericolo di una nuova aggressione. Non è più il tempo della pace armata, né quello di arricchire l’industria della guerra, è il tempo che tutti si siedano ad un tavolo al fine di riempire i granai e svuotare gli arsenali dalle atomiche.