di Maria Scerrato
Un tempo vivace centro commerciale e punto di riferimento per l’hinterland della Valle dei Santi e di alcuni comuni della provincia di Caserta, Cassino oggi non solo soffre per la crisi produttiva dello stabilimento Stellantis e del suo indotto, ma deve anche affrontare il declino inarrestabile di uno dei settori che più hanno contribuito al suo sviluppo: il commercio. Il Corso della Repubblica, cuore pulsante dello shopping per decenni, è ormai una zona in decadenza, con negozi storici che chiudono uno dopo l’altro. Le cause? Un mix di problemi strutturali: difficoltà di accesso e parcheggio, calo demografico, redditi bassi e la concorrenza aggressiva dei centri commerciali e dell’e-commerce.
La viabilità rappresenta un nodo cruciale. L’uscita dal casello autostradale è spesso un incubo, con ingorghi che si estendono fino al centro città. Soluzioni semplici, come l’installazione di uno spartitraffico tra le due rotonde, potrebbero alleviare il problema, ma manca la volontà politica di agire. La classe dirigente, troppo concentrata sull’immagine piuttosto che sull’azione, sembra incapace di affrontare le questioni urgenti.
Tuttavia, il declino di Cassino non è riconducibile solo alla viabilità. La crisi industriale ha colpito duramente l’economia locale. Lo stabilimento FIAT, che un tempo impiegava 15.000 persone, oggi è quasi fantasma, con appena 2.000 dipendenti e stipendi erogati a singhiozzo. Anche il settore ferroviario, un tempo fiorente, ha subito un drastico ridimensionamento, passando da 700 dipendenti a una trentina. Questi fenomeni hanno avuto un impatto devastante, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie e rendendo necessario individuare nuovi settori di sviluppo.
Il declino di Cassino non è un fenomeno isolato, ma riflette una tendenza più ampia che coinvolge molte città italiane. Nonostante ciò, la città possiede potenzialità solo parzialmente sfruttate. L’università, ad esempio, avrebbe potuto rappresentare un motore di crescita, ma è mancata una visione strategica per integrarla nel tessuto urbano ed economico. Inoltre, il turismo legato all’Abbazia di Montecassino e alle bellezze della Valle del Liri potrebbe essere valorizzato maggiormente, puntando su agricoltura e accoglienza.
Per invertire la rotta, servono interventi coraggiosi da parte delle amministrazioni: parcheggi accessibili, miglioramenti della mobilità e una riconversione del centro storico in un luogo vivibile e attrattivo. I giovani studenti, che già animano i locali limitrofi, potrebbero diventare una risorsa fondamentale, a patto di offrire loro prezzi accessibili e spazi di socializzazione adeguati.
Anche i negozi devono adattarsi ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, sfruttando le nuove tecnologie per attrarre una clientela più giovane.
Cassino si trova di fronte a una sfida complessa, ma non insormontabile. Per invertire la tendenza negativa, è indispensabile un cambio di rotta nella gestione politica e una maggiore collaborazione tra commercianti, residenti e istituzioni. Senza interventi strutturali e una visione a lungo termine, il rischio è che Cassino continui a perdere vitalità, trasformandosi sempre più in una “zona morta”.